Spina di Borgo: il quaderno di viaggio Visceglia

Spina di Borgo: il quaderno di viaggio Visceglia

 (0)    0

  Blog I love maps

“Viene previsto l’accesso principale alla piazza di San Pietro a mezzo di una grande arteria a lati convergenti verso Piazza Pia da ottenersi con la demolizione della Spina e cioè di tutti gli isolati compresi fra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo e che dovrebbe essere separata dalla piazza Rusticucci opportunamente rettificata e quindi dalla Piazza San Pietro a mezzo di una chiusura con elementi a giorno formata da colonnato”.

- Piano Regolatore di Roma, 1936

L’area dove oggi sorge via della Conciliazione era conosciuta in passato come Spina di Borgo. Essa era costituita da un insieme di edifici all’interno del rione Borgo, circoscritto ai lati da due vie poste a cuneo, Borgo Nuovo e Borgo Vecchio, e da due piazze, piazza Pia e piazza Rusticucci. 

Anticamente, l’area ospitava un luogo di culto dedicato alla dea Cibele, attorno al quale, nel corso dell’alto Medioevo, furono edificati monasteri, diaconie e chiese, cui si recavano pellegrini dalla Germania. Sotto Leone IV, verso la metà del IX secolo, essa venne cinta di mura, divenendo un burg, ovvero una cittadella fortificata.

Nel 1500, in occasione del Giubileo, papa Alessandro VI Borgia diede il via ai lavori di una nuova strada, denominata Alessandrina (in seguito Borgo Nuovo), la quale aveva il compito di collegare piazza San Pietro e Castel Sant’Angelo. La demolizione degli edifici presenti comportò una nuova configurazione architettonica dell’isolato, dalla forma allungata, simile a una spina, da cui Spina di Borgo. Essa assunse un’importanza tale che l’artista Gian Lorenzo Bernini costruì il colonnato ellittico della Basilica di San Pietro in linea essa, dando un effetto visivo senza precedenti. 

Nell’800, Giuseppe Valadier progettò la demolizione della Spina e degli edifici sorti al suo interno, quindi la creazione a fini sociali di un pubblico passeggio, trait d’union del porto di Ripetta e del ponte Sant’Angelo.  

La Spina venne cavata però solo sotto il Fascismo, all’indomani dei Patti Lateranensi sottoscritti da Stato e Chiesa l’11 febbraio 1929. Nel 1935, gli architetti Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli furono incaricati di ridisegnare l’impianto urbanistico del rione, elaborando una soluzione che sostituisse la Spina e che collegasse Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro. Il 29 ottobre 1936, Mussolini in persona diede il via ai lavori con un primo colpo di piccone. Un anno dopo, l’isolato era stato distrutto e la visuale tra la Basilica e Castel Sant’Angelo era stata resa libera. Nacque via della Conciliazione, ponte di raccordo tra la Chiesa e la Roma Imperiale. Tutti gli edifici e palazzi che popolavano la Spina scomparvero o furono traslocati; fa eccezione la fontana opera di Carlo Maderno sita nell’antica piazza Scossacavalli, che oggi possiamo ammirare di fronte a Sant’Andrea della Valle.

L’area del rione ci ha ispirato ed è raffigurata su uno dei nostri quaderni di viaggio con carte geografiche del nostro archivio, un’idea creativa per raccogliere i propri pensieri, ma anche un grazioso regalo da donare ad aspiranti esploratori per accompagnarli durante i loro viaggi. 

Contattaci per saperne di più. 

 (0)    0

I commenti sono chiusi per questo post